Alla sagra del movimento centrale

La prima bici a cui abbiamo messo mano è stata la bici Mirella. Poverina. Aveva il freno anteriore completamente sbilanciato e quello posteriore privo di reazione.

Quindi, con la collaborazione di Andrea, abbiamo bilanciato e calibrato il freno anteriore e con l’ausilio di opportuni olii ed unguenti abbiamo irrorato cavetto e guaine del freno posteriore ridandole vita e sorriso.

Giacomo, nel frattempo, era intento a portare alla ragione il deragliatore anteriore ed il movimento centrale di una Giant niente male. Un processo lungo ed arzigogolato. Capriccioso ed imprevedibile. Ma alla fine la ritrosia del mezzo fu vinta e tutto riprese a funzionare al meglio.

Per la bici del nonno, ovvero una vecchia signora antica quanto basta, stesso intervento con la differenza che gli ostacoli non erano solo meccanici ma anche geriatrici. Con ostinazione Giacomo, Andrea, Dario più il proprietario del mezzo si misero di buzzo buono nell’intento.

Smontarono catene, carter, moltiplica anteriore, pedivelle, ghiere movimento centrale e sfere, ripristinando, riattivando movimenti e cinematismi, mentre ogni tanto, Doctor Who faceva qualche incursione.

S’informava, chiedeva chiarimenti, argomentava. Decantava soddisfatto i pregi della sua bici. Una bici rossa. Sicuramente inglese. Come i Double-Decker. Gli autobus  a due piani. Quelli con l’ascensore. Roba da equilibristi.

Al termine, commiati, saluti  e strette di mano mentre Black & White scodinzolavano festosi. Bau!

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